21/08/10

Il talento seppellito (Mt 25: 14-30; Luca 19)- appunti sermone

Ognuno riceve secondo le sue capacità. Ci sono diversi gradi di dovere. Nessuno non è esonerato dal dovere. La quantità di lavoro non era superiore alla sua capacità di amministrare con saggezza. Ed era abbastanza da accumulare esperienza e per stimolare la sua ingegnosità e la sua capacità di creare, inventare. Il padrone opera una distinzione, discriminazione. Ha lucidità nell’affidare i talenti, fa un’analisi del mercato. Lui stesso è un buon negoziante, amministratore. Non è un tiranno, un assurdo, non chiede l’impossibile a quello che non può rendere di +. Non è inflessibile: tu prendi questo mi devi portare tot. Non è un duro. Sa dove seminare per poi poter raccogliere. Chiede un impegno: Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, parla dell'importanza del protestantismo ascetico che portarono alla nascita del capitalismo. Con una vita contenuta, disciplinata, morale, i protestanti accumulavano il capitale, che non era sperperato per dei vizi costosi, quindi la società progrediva.
Subito, primo e secondo servo andarono a farli fruttare. Non perdono tempo. Sono entusiasti di questa fiducia (il padrone affidò loro i suoi beni). Il padrone mi considera importante. Mi ha lasciato il suo patrimonio. Ci ha costituiti soci. Siamo partecipi dei suoi beni. Era come un’eredità data a me, schiavo. Io sono deciso di onorare la sua fiducia.
Il padrone rischia. Se non voleva rischiare metteva lui stesso i soldi in banca, e al ritorno avrebbe preso tranquillamente gli interessi. Invece per lui erano importanti le risorse umane. È lì, nella formazione, educazione che vuole investire del denaro, anche correndo il rischio. Il padrone vuole prepararsi discepoli, amministratori nel suo regno. Vuole prepararli per farli, insieme con lui, da schiavi padroni del mondo. Abbi potere su dieci città! Il padrone è un uomo duro, fermo, austero (lui stesso ha vissuto una vita spartana, di sacrificio), chiede molto, come un genitore che richiede molto al bambino, per prepararlo a essere un giorno un grande uomo. Fare il sindaco di una città, di una provincia. Non è un Padre autoritario (tirano) ma è autorevole, deciso nei suoi modi di educare. Fa fare il tirocinio con le minime cose, per poi dare il potere. Al giovane ricco gli si chiede tutto. Lascia i tuoi averi e vieni e abbi una vita austera con me. Sul monte degli ulivi ci presenta un regno, un Dio, che non ci saremmo aspettati. Una religione rivoluzionaria, per certi versi, quasi utopica. Il padrone rischia ma vuol preparare i servi e chiede che anche loro mettano in gioco tutto (rischiano) x diventare padroni del mondo.
Questo è stato lo scopo di Dio per l’uomo sin dall’inizio. Lui sarebbe stato il padrone del creato, di tutte le città. In frattempo è diventato schiavo del peccato ma Dio insiste e lo vuole fare di nuovo il padrone del mondo. Ecco come Dio raccoglie dove non ha seminato: infatti, l’uomo deve seminare, deve impegnarsi. Dio sarà gioioso e soddisfatto per il successo del suo servo. La gioia del padrone non viene dal fatto che ora ha guadagnato sulle spalle del servo. Poco gli importa: uno viene con 5 talenti in +, altro con 2. La valutazione è la stessa. Che importa se mi hai portato di più o di meno, importante è che ti sei dato da fare. Anche con i viticoltori si comporta così: uno viene alla fine e riceve come gli altri. Importante è che ci sei, non quanto produci o quanto possiedi. Qui Erich Fromm avrebbe da dire molto. Il profitto va sul secondo piano. La fedeltà invece produce la gioia, una festa di gioia, cui ci fa partecipi. Se uno lavora per l’opera del Signore, non è per Dio, è x la nostra salvezza.
➢servo malvagio e infedele: andò a fare una buca in terra e vi nascose il denaro. Nell’antichità questo era considerato il modo + sicuro di conservare un tesoro. Tanti tesori che stanno ora nei musei sono stati trovati in q. modo. Il servo è un tradizionalista, attaccato ai costumi dell’epoca. Non è creativo per niente. Non usa il proprio cervello. Fa e dice quello che altri fanno e dicono. È un conformista.  nascondevo pezzi di porcellana: ho trovato un tesoro!!!
Signore, io sapevo che tu sei… il suo comportamento non è dovuto all’ignoranza o alla mancanza di capacità. L’ha fatto a posta, deliberatamente. X la sua negligenza, x il suo ozio, cerca di trovare una scusa. Quelli che accusano altri per la mancanza di successo proclamano con questo i loro difetti di carattere. Ti conoscevo, sapeva che il padrone avrebbe chiesto un rendiconto minuzioso dell’occasione datagli. Lui ha accettato il talento, facendo questo ha promesso tacitamente che l’avrebbe fruttato. Perché ha accettato se non aveva intenzione di far nulla? Che voleva dimostrare? Odiava il padrone, voleva furbescamente far vedere agli altri che il padrone è cattivo. Io ora sarò coretto, mica sono un ladro io, non spendo il denaro, non lo perdo, ma neanche gli do la soddisfazione di avere un profitto. Pianificava sin dall’inizio di privare il suo padrone del profitto del suo capitale, ma anche, con questi intrighi, di macchiare la sua immagine pubblica. Prendo io questo talento, così non potrà darlo ad un altro servo. Quando torna, glielo butto in faccia il suo denaro, così impara.
Aveva paura che il commercio forse potrebbe portare la perdita del capitale. Comunque, ogni interesse sarebbe andato al suo padrone, allora perché faticare? Se il padrone gli avesse detto: ecco, ciò che tu guadagni con questo talento è tuo…allora sì che si ragiona. Oppure, se mi dava almeno di più. Tanto, è poco, guadagnerei poco. Molti che hanno capacità realizzano poco perché osano poco. Dio però non chiede né troppo né meno di quello che uno può fare. Ma lui, se rischiava tutto e perdeva tutto, il padrone apprezzava magari solo il suo impegno. Invece di dire: entra nella gioia del tuo Signore avrebbe detto: entra nel perdono… Qual è il problema? Quante volte noi abbiamo sbagliato e Lui non ci ha sgridati ma ci ha perdonati? Tutta la terra è sua. Il prezzo + grande invece è l’essere umano. Tanto, abbiamo visto che non era tanto il denaro che interessava al padrone, bensì la preparazione: dovevano provare, tentare. Chi non lavora non sbaglia. Con un piccolo sforzo, poteva almeno metterlo in banca, se aveva paura di trafficare. La misura del profitto sarebbe stato minore, ma anche questo sarebbe stato meglio che niente.
La perdita è quella di non poter + servire. Le occasioni non usate sono perse. Il padrone non si fida + di lui. Alla fine si vede chiaramente che aveva torto: il padrone premia gli altri. Si è visto che tutta questa azione non era per il profitto del padrone ma per il loro interesse. Poi sembra che il padrone non richiede la restituzione del capitale, ma lo lascia nelle loro mani per sempre, per continuare ad aumentarlo esponenzialmente.
C: I talenti sono i frutti dati dallo SpS. Con un gesto che somiglia a quello della creazione dell’uomo, Gesù soffia sui discepoli e disse: Ricevete lo SpS. I discepoli hanno potenzialmente lo Spirito, ma è stato manifesto soltanto alla Pentecoste. L’uomo è fatto con delle capacità, ma se non le mette a fruttare, non possono essere efficienti.
Lo scopo della nostra vita e di servire nel nostro piccolo per poi poter farlo ad una scala superiore: essere padroni. Metti l’anima in tutto quello che fai, anche se è cosa piccola. Molti aspettano di fare grandi cose, tralasciando le piccole cose che possono fare. Non riceveranno mai compiti maggiori.

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