21/08/10

Sacro e profano Gal 4: 8-10 (appunti sermone)

Sacro e profano Gal 4: 8-10

Vogliamo vedere i punti convergenti e divergenti con la concezione primitiva di sacro.
I Galati deludono P perché tornano alla religiosità degli inizi, ad un sincretismo tra il cx e il paganesimo. Religiosità corrotta: associare il ritualismo giudaico col sistema dei riti pagani in quanto questi esprimevano venerazione, dipendenza, timore di fronte alle divinità. La follia del regresso che porta il ritorno a delle pratiche religiose rudimentali. Contrasto tra Dio e non-dèi.
v3 Stoicheia tou cosmou, spiriti degli elementi dell’universo. Nel gr. + antico stoicheia=principi elementari, o perfino alfabeto. Stadi elementari dell’esperienza religiosa dei Galati nel passato. I commentatori moderni preferiscono tradurre “spiriti degli elementi dell’universo” con ‘segni dello zodìaco’. Terra, aria, fuoco, acqua (gli elementi) e le stelle erano collegate con vaghe forze spirituali – un tipo di speculazione astrologica.
v.10 Apparente riferimento all’attenta osservazione di un calendario. Può ricondurre allo strano giudaismo sincretistico allora esistente in Asia Minore. Paolo chiama questi elementi deboli e miseri. Desidera scuoterli per far realizzare loro ciò stanno facendo.
Paganesimo: principi base, primitivi del mondo; miti di origine. La storia ritorna in cerchio. Il mito dell’eterno ritorno. Il ciclo annuale di nascita e morte. Primavera–inverno. Il paganesimo divide il tempo in sacro e profano. Il tempo sacro: le feste tempo in cui l’uomo esce dalla storia. Nelle società arcaiche il mito designa una storia primordiale, vera, sacra, esemplare, che bisogna ripetere (in tutte le attività umane rilevanti) le gesta degli Esseri soprannaturali. La pienezza e il vigore si trovano all’inizio. Ciò che è successo ab origine può essere ripetuto x forza dei riti. Sapere il segreto dell’origine delle cose e farle riapparire quando scompaiano. Recupero del tempo primordiale: riattualizzazione dell’inizio assoluto della creazione del mondo. Nel mondo arcaico, la storia primordiale è conosciuta ma anche continuamente ricordata. Ma così si rivive continuamente le crisi e le tragedie del suo passato mitico.
1. Metodi arcaici: ritorno all’origine. Abolizione istantanea del mondo e la sua ricreazione. 2. Freud elabora una tecnica analoga per ricuperare il contenuto di certe esperienze originarie. Con la Psicanalisi ha scoperto l’importanza decisiva del tempo primordiale e paradisìaco della prima infanzia. Poi c’è una rottura, una catastrofe. Bisogna ritornare indietro per riattualizzare, rivivere gli avvenimenti primordiali. Ritorno individuale (non + collettivo) al tempo dell’origine per risanare le ferite. Abolizione del cosmo o dell’universo individuale. Bruciare il proprio passato, dominarlo, e impedirli di intervenire nel presente. La conoscenza della propria storia personale conferisce una scienza di tipo soteriologico (salvifica) e il dominio sul proprio destino. Ci si libera dall’opera del tempo con il ricordo, con l’anàmnesis.

I profeti biblici hanno fatto una cosa: hanno distrutto il tempo sacro, il mito dell’eterno ritorno. Siamo stati cacciati dall’Eden e non possiamo tornare indietro. Il tempo non torna, la storia è una linea dal primo al secondo Eden. Utilizzare le occasioni ora. Oggi se udite la sua voce non indurite i vostri cuori. Inganno:  tornerò dopo x correggere. Non c’è la possibilità di ritorno nella storia biblica. Il tempo o luogo sacro= consacrato a un dio o divinità infernale. Tempo sacro (o luogo sacro) che bisogna rivivere o riattualizzare (o visitare).
Un certo tipo di cx conserva un comportamento mitico: il tempo liturgico è un eterno ritorno delle grandi gesta del Salvatore. Cristo è modello esemplare. Il cx si fonda sulla ripetizione liturgica della vita, morte e risurrezione del Signore e della contemporaneità del cx con questo tempo primordiale. Un modo di ritornare ad uno stato ideale. Dio vuole che guardiamo in avanti, non indietro. Come cx, bisogna staccarsi da questo ciclo dell’eterno ritorno, in occasione delle feste: pasqua, natale, sabato. Non ritorno, ma staccarsi da questo ed entrare nella vera storia sacra della salvezza che va da Gen e Apoc. Siamo tributari a questo modo di vedere del giudeo-cristianesimo. In questo il modo di fare pagano con quello giudeo-cx assomiglia. Si ritorna indietro al tempo del sacrificio. La ripetizione continua di un gesto paradigmatico è solo una fissità dogmatica che non aiuta. È solo un simbolo, un segno, un ricordo, un’anticipazione della salvezza. Anche se è un ricordo (s. cena) non è una ripetizione del sacrificio, come se Dio avesse bisogno del nostro intervento rituale x poter salvare. Nel mondo arcaico sì.
Questo è un comportamento mitico, cioè dell’uomo delle società arcaiche. Sebbene il tempo liturgico sia un tempo circolare, il cx accetta però il tempo lineare della storia.
Bibbia: il tempo della festa è festeggiare nel presente un’ombra o un’anticipazione. Nell’oggi c’è un concentrato di passato, presente e futuro. Il ritorno annulla il presente, distrugge il passato, e fa incerto il futuro.
Pasqua - un’ombra (memoria). La liberazione dall’Egitto – un simbolo della liberazione messianica. La pasqua anticipava la venuta di G. Sabato: una memoria della creazione, e anticipazione. Sab. in Deut.: memoria che sei stato schiavo e non padrone del mondo. Sabato: anticipazione del millennio, della venuta. Non dobbiamo osservare il sabato come tempo sacro, come un sacrificio portato alla divinità. Ma come tempo di comunione, di riposo insieme a Dio e agli altri. Il motivo è che sabato anticipa un riposo che non è ancora completo. Quando uso l’osservanza del sabato per ricavare benefici dalla divinità: questa separazione (non comunione) ed è idolatria del tempo.
Riportare il sacro, riattualizzare i miti di origine – annullamento del mondo seguito da una nuova creazione. La rivelazione non è un ritorno indietro. E un continuare ⇨ la storia, è escatologia. Paganesimoogni anno nuovo ricomincia la creazione. L’anno nuovo si inaugura un nuovo ciclo temporale. L’escatologia insiste sul fatto che la nuova creazione avviene dopo che questo mondo sia definitivamente abolito ma non per ricominciare lo stesso ciclo. È un tempo assolutamente nuovo. Anzi è un tempo fuori dal tempo. Una cosa che non assomiglia per niente al primo. Non ci sarà un’altra volta la caduta, il peccato, . Non sta a noi questa trasformazione. L’irruzione è di Dio nella nostra vita.
Rinascita nello Spirito. Il battesimo è un rito con cui avviene una nuova nascita, un ritorno, un’abolizione del mio mondo pagano, e passaggio in un mondo spirituale. Non un ritorno temporale, agli inizi, ma è un evento che non è mai avvenuto. Irrepetibile. Le occasioni che passano sono perse x sempre.
L’arcaico conquista il mondo. L’uomo domina il mondo, trasforma il caos originario in cosmo e questo lo situa accanto agli dèi. La soluzione al problema non è mettersi al posto di/o accanto a Dio; nemmeno l’ascesa dell’uomo a Dio. È Dio che scende. Solo Dio crea, ordina e domina il mondo. Noi da lui aspettiamo.
Uomo arcaico: il sacro è distinto dal profano. Quando c’è uno non c’è l’altro. X riportare il sacro fa un’operazione di decostruzione, destrutturalizzazione della storia. Disfatta - ricreazione. Semplificando molto, la decostruzione di Derrida nella sua strategia di lettura dei testi è l’irruzione di un evento che destruttura e ristruttura il contesto e genera nuovamente il senso. Ciò che nel linguaggio è dominio di senso, nella ricerca del sacro nel mondo arcaico è dominio della natura, del cosmo. Con la magia diventa padrone del creato. Usa il rito per esorcizzare il male. Prende in mano il suo destino.
Uomo biblico affida la sua vita personale e si lascia trasformato. Quasi passività. Anche a questo livello, nelle religioni orientali, la trasformazione se la fa da sé. Cerca il dio che è in lui. Umilmente lasciamo questo nelle mani del nostro Dio. Non costruiamo da soli la storia, la costruiamo insieme a Dio. Non siamo padroni della nostra trasformazione e salvezza.
Il sacro è il profano s’intrecciano. Tutta la vita deve essere dedicata a Dio. Non solo nel 7° g. Vi è continuità fra la festa e il giorno lavorativo. Il riposo fa la differenza. La festa è ricordo della creazione ma anche della schiavitù. È anche anticipazione del grande riposo nel paradiso. La festa non è abolizione, decostruzione o ritorno indietro ma avvertimento gioioso dell’eternità. Per questo il tempo non è un eterno ritorno, ma una continua crescita, con occasioni di salvezza irrepetibile, non più riproducibile nel laboratorio proprio. Non usiamo i riti per esorcizzare il male dalle cose e da noi stessi. Nemmeno come reiterazione, ricreazione delle grandi gesta di Dio. Queste sono solo dei segni messi nel cammino della storia di salvezza, messi lì per ricordarci la solidarietà e bontà di Dio per noi. Il rito battesimale, eucaristico è un mero simbolo, non hanno in sé un potere magico. Segno di alleanza fra Dio è uomo. Simboli della pace.
Dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la meta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù (Fil 3)

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